SILENZIO

 

Solo lo scorrere rapido del fiume

a colmare questo silenzio, solo acqua.

Le montagne mi giudicano severe

e rigetto la mia anima su sassi e fossi,

 

dove gettare le macerie del mio peccato,

dove stracciare le membra e ricucire, e tagliare.

La neve porta segni di preghiere,

porta tracce di pentimento, e il mio smarrimento.

 

 

Di fronte all’amore che ho perduto,

che guardo piangendo, che inseguo morendo,

e vuoto, e sorrisi, aggrappati al ricordo,

e l’impossibilità di cancellare,

l’impossibilità i far dimenticare.

 

 

Alberi di una foresta di scheletri,

deformati come i miei sbagli e malati

di egoismo e menzogne, e falsità mascherate

che procedono imputate sul patibolo dei sogni,

 

giudici e accusatori, carnefici e mondatori

di ferite; e su questo pendio immenso procedo

restando immobile ad ascoltare lo strazio

del mio spirito sconfitto e labile.