CIMITERO AMERICANO

 

Il mare è sepolto da grigia e fitta pioggia,

incessante.

La marea screpola lingue di sabbia

dilatando i passi sulla riva.

Foglie reclinate sbavano acqua dai nervi.

Anche l’onda ammutolisce,

il vento si arresta,

la natura inginocchiata congiunge le mani

e tace deglutendo lacrime.

Mille orme dalle alghe macerate,

mille dalla terra sgretolata.

Tutto si sparge di grida,

urla di carne dilaniata,

parole incomprensibili mescolate al

frastuono del piombo.

Venti anni di ricordi moltiplicati

all’interminabile follia si paralizzano qui.

Freddi sul colpo mortale.

Trascinati in un urna per sempre

profanata dalla stupidità e dalla pazzia

che ne ha tracciato il profilo.