

Muovono stendardi e fiamme ardono sui fianchi e gravi esitano a recedere.
Tremano agitando vane fremono fiaccando vene, livide e misere.
Crollano
fra sterpi e
risorgono scomposte
lucenti menzognere che...
Qui
sospese danzando
dentro a calici di vento e foglie.
Qui levigate nel sonno
appassiscono rubando.
Il
tempo che avanza, mostrandone il volto,
riflesso su queste città.
Il passo che affonda, piegato sul fondo,
di mille fasulle verità.
Vagano
tra specchi si negano alla notte
veloci come brividi.
Affacciano
all'aurora bagnando di rugiada i seni
ebbri di gemiti.
Molli
come sabbia si ornano di scaglie
argentate, di zaffiri.
Sorde
come profondità
di mare affondano
grevi sotto l'onda.